65% per gli incentivi antisismici


Sarebbe opportuno rendere le nostre case, poste in zone sismiche, più sicure.

L’agevolazione fiscale è la seguente:
-65% per le spese avvenute nel 2014,
-50% per le spese nel… Leggi tutto

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Sarebbe opportuno rendere le nostre case, poste in zone sismiche, più sicure.

L’agevolazione fiscale è la seguente:
-65% per le spese avvenute nel 2014,
-50% per le spese nel 2015.
Un intervento di riqualificazione antisismica di un’abitazione di medie dimensioni può aggirarsi intorno a €  30.000 per un intervento completo.

Ristrutturare la propria casa significa rinforzarne la struttura, inserendo elementi con acciaio, cemento armato e muratura.
Non è vero che non corriamo pericolo, i terremoti nel corso degli anni sono aumentati e secondo un’indagine statistica svolta dal Cresme (Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l’Edilizia sul Territorio) le case a rischio sismico sono 10milioni e 700mila.
Inoltre, bisogna tener presente che la maggior parte delle case è stata costruita prima del 1971, periodo in cui non venivano utilizzate precauzioni in tal senso.

Ecco alcune regole importanti da tener presente:

1) Terreno. Il rischio di sisma nel nostro Paese ha una scala che va da 1 a 4.
E’ importante fare una valutazione del territorio in cui si vuole costruire o è situato l’edificio, inoltre è consigliabile un’analisi del sottosuolo con relative caratteristiche del luogo in una zona considerata ad alto rischio sismico.

2) Anno di costruzione dell’edifico. Le prime norme antisismiche sono state introdotte nel 1974, quindi se la costruzione su cui si è deciso di intervenire con una ristrutturazione è stata realizzata prima di questa data, è necessario intervenire rafforzando i controlli sulle pareti, i pilastri e i materiali.

3) Materiali utilizzabili:
– Il calcestruzzo armato precompresso e il legno resistono meglio ai terremoti. Piuttosto
– Un’altra soluzione valida potrebbe essere il cemento con barre di acciaio al carbonio con un diametro di almeno 55 mm.
– Malta fatta con calcio e pozzolana, che è più resistente soprattutto se abbinata a spessori forti. — – Chiodi, bulloni e saldature devono avere la targhetta Comunità Europea.
– I muri portanti devono avere uno spessore tra i 15 e 50 cm.
– Il tetto più indicato è quello a capriata.

4) Controlli. Un edificio antisismico:
-deve resistere a torsioni, flessioni, deformazioni, tagli, vibrazioni, fessurazioni, tensioni, corrosioni. -va verificata l’aderenza delle barre d’acciaio con il calcestruzzo.
-le costruzioni in legno vanno sottoposte a prove di robustezza e staticità.

5) In un edificio già costruito:
-un ottima tecnica e non troppo dispendiosa è l’incatenamento dell’edificio, ossia  far correre alcuni tiranti d’acciaio tra i muri contrapposti del fabbricato nascondendoli nel solaio esistente.
-l’installazione di tiranti intramuro posti a intervalli regolari
-tecnica degli intonaci armati

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