Si può chiedere un anticipo sul fondo pensione?!?

C’è chi per comprare o ristrutturare casa è costretto a farlo. Si  può avere fino al 75% di quanto maturato fino a quel momento con la contribuzione (70% in caso di anticipo Tfr)… Leggi tutto

C’è chi per comprare o ristrutturare casa è costretto a farlo. Si  può avere fino al 75% di quanto maturato fino a quel momento con la contribuzione (70% in caso di anticipo Tfr).
Premesso che tale sovvenzione  è riservata soltanto a chi è iscritto al fondo da almeno 8 anni.

pensione

La Covip[1], nel corso degli anni ha fornito maggiori dettagli in merito:

A) ha specificato che fa fede la data di iscrizione, non l’effettiva contribuzione.  Quindi, se anche ci sono state pause nei versamenti, questo non pregiudica la richiesta.

B) Per quanto riguarda i criteri di ammissibilità della domanda.

L’anticipazione del fondo:
1) si può usare sia per comprare un immobile esistente, che in costruzione.
2)E’ valida anche per l’acquisto tramite cooperativa.
3)L’abitazione, può essere anche all’estero, va dimostrato comunque che quello è il luogo in cui il beneficiario ha effettivamente la residenza.
4)L’acquisto può essere anche effettuato dal coniuge dell’iscritto, soltanto però in caso di comunione dei beni.
5)Richiedere di acquisire soltanto una quota di un immobile è una situazione più rara, ma possibile. L’importante è che il trasferimento sia fatto dietro pagamento di un importo, perché l’anticipazione non è mai ammessa per le spese legate a donazioni o altri passaggi a titolo gratuito.
6)Niente da fare, invece, per i separati. Se un uomo separato figura proprietario di una prima casa, che però il giudice ha assegnato alla moglie come dimora, egli non potrà accedere all’anticipazione per acquistare un’altra abitazione in cui andare a risiedere.
7) Infine, a livello territoriale, è in vigore un’agevolazione per i residenti nelle zone terremotate di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo. Fino al 22 maggio 2015, salvo proroghe, potranno chiedere anticipazioni senza bisogno degli 8 anni di iscrizione a una forma pensionistica complementare. Quindi, pagheranno l’aliquota[2] agevolata (tra il 15% e il 9%) al posto del 23%.
8)I beneficiari possono essere sia l’iscritto che i suoi figli.

Richiesta del fondo:
1)la domanda va spedita non oltre 18 mesi dalla data in cui l’iscritto ha sostenuto la spesa (ma i singoli fondi possono definire scadenze anche più brevi).
2)Se si intende acquistare l’immobile bisognerà allegare alla domanda una copia del rogito[3]. E’ possibile per aprire la pratica utilizzare il compromesso[4], nel caso in cui il rogito non sia pronto, in seguito è comunque indispensabile produrre l’atto notarile.
3) se il beneficiario è il figlio serve anche lo stato di famiglia.

In caso di ristrutturazione:
occorre presentare:
– le fatture,
-documentazione che attesti se si tratta di lavori straordinari od ordinari.
-se il beneficiario è il figlio serve anche lo stato di famiglia

Requisito imprescindibile deve trattarsi della prima casa.

Dal punto di vista economico, si abbatte il montante pensionistico[5] da cui, in futuro, maturerà il trattamento previdenziale. Questo tipo di operazione risulta costosa da un punto di vista di tassazione, perché l’importo è sottoposto a una ritenuta del 23%, tuttavia più vantaggiosa rispetto a quella applicata alle anticipazioni del Tfr richiesto all’ azienda in cui si lavora.


[1] Covip: ossia la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, per ulteriori informazioni http://www.covip.it/

[2] Aliquota: è il tasso fisso o variabile, espresso in forma di percentuale che si applica alla cosiddetta base imponibile per calcolare il tributo.

[3] Rogito: o atto notarile è il documento redatto da un notaio, con cui quest’ultimo attesta la validità dei fatti o atti avvenuti in sua presenza, avente valore legale.

[4] Compromesso: è il risultato di un accordo raggiunto da entrambe le parti che arrivano a una soluzione comune.

[5] Montante pensionistico: “o contributivo corrisponde all’ammontare della pensione che è commisurata ai contributi versati secondo il principio “più versi, più avrai”. I contributi si accumulano su una sorta di conto corrente previdenziale e sono rivalutati di anno in anno. Al momento del pensionamento, la somma dei contributi rivalutati è convertita in pensione utilizzando dei coefficienti (detti di trasformazione) legati all’età al momento del pensionamento. Più elevata è l’età, più alta sarà la pensione. Il montante contributivo non è altro, dunque, che la somma dei contributi versati rivalutati. In altre parole, il montante individuale rappresenta il capitale di contributi che il lavoratore ha accumulato nel corso degli anni comprensivo della loro rivalutazione. Quest’ultima viene effettuata sulla base di una sorta di tasso di interesse costituito dalla variazione media del Prodotto interno lordo, calcolata dall’Istat.“
fonte: https://www.inps.it/portale/default.aspxsID=0%3B6749%3B6756%3B6758%3B&lastMenu=6758&iMenu=1&GoAudioVideo=761

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