Civico rosso o nero


A Genova come a Savona e a Firenze il numero civico delle abitazioni è scritto in nero mentre quelli delle attività commerciali sono rossi… Leggi tutto

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A Genova come a Savona e a Firenze il numero civico delle abitazioni è scritto in nero mentre quelli delle attività commerciali sono rossi.
Sul web in molti pensano che i genovesi vogliano risparmiare anche sui numeri, usaldoli due volte».

Abbiamo trovato la risposta al mistero grazie ad un articolo scritto dal secolo XIX sugli studi condotti dall’architetto-scrittore Rinaldo Luccardini appassionato di storia.

Come spiega l’architetto Luccardini la risposta è data dai documenti dell’antica municipalità sotto il Regno di Sardegna: «A Genova, fino al 1855, era in vigore una divisione per sestieri come a Venezia, i numeri erano assegnati in progressione mano a mano che venivano costruite le case – svela – ma non era una scelta molto razionale. Venne così istituita una commissione di consiglieri municipali che prima catalogò le strade principali, quindi dovette affrontare il problema della numerazione: tutto questo è documentato nell’archivio storico di Palazzo Ducale». «Ancora oggi i numeri rossi vengono attribuiti alle attività commerciali anche se negli anni 60 per un certo periodo questa differenziazione è stata interrotta.
A Venezia, invece la progressione dei numeri segue la data di edificazione delle case per cui è possibile trovare un civico “1” accanto ad un “200”.
A Milano, si moltiplicano le lettere dell’alfabeto per distinguere i diversi portoni. 

Più volte è stata presa in considerazione l’idea di abolire i numeri rossi, l’ultima traccia risale al 30 maggio del 2000 in un documento dell’Ufficio Toponomastica di Palazzo Tursi: «Da qualche tempo, essendo in fase di eliminazione la numerazione civica rossa, anche le sedi di lavoro e simili sono numerate in nero».
Si era anche pensato di utilizzare dei numeri “arancioni” ma mantenere nei depositi a Staglieno una riserva adeguata di piastrelle di troppi colori era una soluzione costosa. Si scelse così di seguire il modello francese basato sulla divisione dei numeri rossi e neri».